martedì 5 marzo 2019

UGO FOSCOLO SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO

di Erika Leuzzi, Nicola Cavallo, Angelo Carriere, Filippo De Domenico, Davide Nardelli (4ACT)


domenica 23 dicembre 2018

CURIOSITÀ ED IPOTESI SULLA VITA DI DANTE

di EMMANUELE ALTAVILLA - 3ACT


La data di nascita di Dante non è conosciuta con esattezza, anche se viene indicata attorno al 1265. Tale datazione è ricavata in base ad alcune allusioni autobiografiche : nelle sue opere come nel verso “nel mezzo del cammin di nostra vita”,poichè la metà della vita dell’uomo,per Dante, è il trentacinquesimo anno di vita ,e poiché il viaggio immaginario avviene nel 1300 si risalirebbe al 1265.
Inoltre a sostenere tali ipotesi è lo storico fiorentino Giovanni Villani, il quale scrive che Dante,morì in esilio all’età di 56 anni.
Infine alcuni versi del paradiso dicono che egli nacque sotto il segno dei Gemelli,ovvero tra il 21 maggio ed il 21 giugno.
Certa è la data del suo battesimo,ovvero il 27 marzo 1266.
Riguardo alla sua nascita, è presente una leggenda narrata da Boccaccio;
secondo tale leggenda, la madre di Dante poco prima di daro alla luce ebbe una visione e sognò di trovarsi sotto un alloro altissimo,in mezzo ad un vasto prato col piccolo Dante appena partorito, il quale mangiò delle bacche da alcuni cespugli e si trasformò in un pavone.


●Si ipotizza che il suo matrimonio con Gemma donati,avvenuto nel 1285 e già concordato nel 1277,non fu molto felice.
A prova di ciò sta il fatto che Dante non scrisse un solo verso alla moglie.

●Si pensa che Dante abbia fatto una profezia su se stesso, anche se in modo vago,tale profezia viene fatta da Caronte il quale vedendolo all’inferno lo esorta a separarsi dai dannati,aggiungendo : “tu verrai sulla riva,ma non su questa,poichè una barca più leggera necessariamente ti porterà al luogo a te destinato dopo la morte”.
Si ipotizza che la riva a cui fa riferimento Caronte sia quella del Purgatorio, e che la barca leggera sia quella guidata dall’angelo nocchiero.

●Si pensa che Dante fosse epilettico, a ciò sarebbero dovuti i suoi continui svenimenti,inoltre Dante nella canzone della Vita Nova descrive un attacco epilettico che si manifestò nei suoi primi mesi di vita,esattamente il giorno della nascita di Beatrice.
Altri sostengono che i continui svenimenti siano attacchi di narcolessia.


●Altre teorie più fantasiose,basandosi sul fatto che in un dipinto della crocifissione siano presenti due figure circolari che rappresentano Dante, cercano collegamenti tra Gesù e Dante, o meglio fra la Bibbia ed il poeta.
Ad esempio,secondo questa teoria Dante è legato all’astronomia sumera, infatti descrive un pianeta detto Nibiru: sede di entità o divinità sumere dette Annuaki,che secondo alcuni coinciderebbero con Elohim della Bibbia ,ovvero divinità o potenze.
Infine il copricapo di Dante paragonato con alcune rappresentazioni sumere, sarebbe somigliante a quello di tali Annuaki.

martedì 4 dicembre 2018

domenica 2 dicembre 2018

SOCIAL-PURGATORY!

di MIRKO  LEO - 4ACT


Il Purgatorio è una delle invenzioni puramente dantesche, infatti, teologicamente non viene mai nominato un luogo intermedio tra inferno e paradiso in cui ci si possa purificare dai peccati minori, della “quotidianità”.
Il Purgatorio è strutturato geometricamente in maniera opposta all’ Inferno. È un monte che sale verso il cielo “purgando” peccati via via più lievi. 
Il Purgatorio è diviso in sette cornici, ma chi le occuperebbe se questa struttura punisse le persone social?
Nella prima cornice troviamo i superbi: la superbia è la radicata convinzione della propria superiorità. Chi è il superbo sui social? È il tipico utente non troppo simpatico, che non legge i messaggi degli altri, ma solo i propri; valuta il successo dei propri post ed è strafelice se le proprie frasi o foto vengono riprese da altri motivo per cui cambia foto di continuo.
Nella seconda cornice troviamo gli invidiosi: l’invidia è un sentimento per cui, in relazione o una qualità, si prova astio nei confronti di un altro individuo. L’ invidioso sui social è l’utente che ritiene davvero troppo dura vedere tutta la felicità della gente nelle foto. Una ricerca americana afferma che le rappresentazioni estremamente felici e idealizzate della realtà possono distorcerne la visione e suscitare invidia
Nella terza cornice troviamo gli iracondi: l’ira è uno stato psichico alterato, e la parola viene spesso sostituita erroneamente con la parola rabbia. L’iracondo su Facebook è l’utente che si indigna facilmente, è dotato di scarso senso dell’humor. È quello che abbocca alle fake news e crede ai finti post a scopo satirico di Lercio (Pagina Facebook).
Nella quarta cornice troviamo gli accidiosi; l’accidia è l’avversione all’operare. Chi è l’accidioso sui social? È l’utente che sta per parecchie ore tra le reti social. Questa è la sua concezione di relax, è spesso in ritardo e finge che la sua vita sia più complicata di quanto in realtà lo sia davvero.
Nella quinta cornice troviamo avari e prodighi. Sui social sono il contrario dei superbi, non condividono mai le proprie informazioni, ma sfogliano quelle degli altri venendo a conoscenza ance dei più piccoli particolari.
Nella sesta cornice troviamo i golosi: la golosità è il desiderio irrefrenabile di qualcosa. Il social-goloso è colui che non riesce a trattenersi dall’impulso di aprire le notifiche. Probabilmente non ha mai il silenzioso! I peccati man mano si alleggeriscono, perciò questo è uno dei “peccati” che interessano la maggior parte delle persone.
Infine, nella settima cornice, troviamo i lussuriosi: la lussuria è l’abbandono al piacere. Sui social il lussurioso è colui che è continuamente impegnato nell’invio di richieste di amicizia nel tentativo di fare nuove conoscenze.





mercoledì 21 novembre 2018

IL CARTACEO HA ANCORA IL SUO FASCINO, PROPRIO COME L'ENCICLOPEDIA DELL'ILLUMINISMO



di LORENZO VAMPO - 4ACT


L'uso corrente del nome enciclopedia designa l'esposizione delle scienze e delle arti, secondo un sistema logico e organico, o sotto un numero di voci ordinate alfabeticamente. Caratteristica essenziale delle enciclopedie, anche speciali, è di considerare le parole registrate come argomento da trattare quanto più completamente sia possibile, raggruppando intorno a esse tutte le notizie più svariate, in modo da dare del soggetto una visione compiuta.